«Presto qualsiasi scienza che abbia a che fare con animali e piante dovrà sfociare nella scoperta resa possibile dall’opera di Mendel

William Bateson (1904)

La genetica è la scienza che studia i fenomeni dell’eredità e della variabilità biologica. Il nome è stato dato da W. Bateson nel 1906, ma la disciplina esisteva già anteriormente ed era chiamata scienza dell’ereditarietà (in tedesco Vererbungslehre). Con gli esperimenti di G. Mendel e la sua pubblicazione del 1866 relativa ai risultati ottenuti sull’ibridazione delle piante (Versuche über Pflanzenhybriden) ha davvero inizio la scienza della genetica ed è per questo che oggi egli è considerato il padre della genetica. La teoria generale dell’eredità, applicata dapprima ai vegetali e successivamente agli animali, studia le manifestazioni visibili delle unità ereditarie, definite geni da W. Johannsen nel 1909.

Secondo la teoria cellulare, elaborata ed enunciata indipendentemente negli anni 1838 e 1839 da due biologi tedeschi, J.M. Schleiden e T. Schwann, gli organismi viventi sono organizzati in cellule. È nelle cellule che avvengono tutti i processi che rendono possibile l’accrescimento corporeo degli individui e la loro riproduzione. La riproduzione, con la formazione di nuovi individui, assicura la continuità della vita e quindi l’evoluzione. Nel passaggio da una generazione all’altra si osservano due fenomeni caratteristici di tutti gli organismi viventi che si possono indicare come eredità e variabilità: i figli sono infatti somiglianti in una certa misura ai genitori e tra di loro, ma nello stesso tempo mostrano delle differenze più o meno marcate rispetto ai genitori ed ai fratelli. Questa continuità nella diversità costituisce una prerogativa di carattere universale e di prima importanza del mondo vivente il cui studio è il compito prevalente della Genetica.

…ci vediamo la prossima settimana!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *