Molti naturalisti, prima di Mendel, avevano cercato di trovare una regola nella trasmissione dei caratteri ereditari ed avevano perciò incrociato animali e piante appartenenti a specie e razze differenti. Tra questi si devono ricordare, per gli esperimenti realizzati nell’arco di oltre un secolo, tra il 1761 e il 1865, soprattutto J.G. Kölreuter, C. Sprengel, T. Knight, W. Herbert, K.F.V. Gärtner, M. Wichura e C. Naudin.
A Joseph Kölreuter va riconosciuto il merito di aver segnato, con i suoi esperimenti e le sue pubblicazioni, l’inizio dello studio sistematico e sperimentale dell’ibridazione vegetale, mentre Karl Friedrich von Gärtner va ricordato per l’enorme quantità di ibridazioni che condusse su oltre 700 specie e che descrisse con grande meticolosità in un massiccio volume intitolato Esperimenti e osservazioni riguardanti l’ibridazione nel regno vegetale (1849). Egli tra l’altro mostrò che tutti i membri della prima generazione di piante ibride somigliavano ad uno o all’altro genitore, anticipando così la “legge della dominanza” di Mendel. Nessuno di tali studiosi approdò comunque a risultati di valore generale e riuscì nell’intento di fornire spiegazioni concrete sull’eredità, tranne forse Charles Naudin, un botanico francese che si avvicinò moltissimo alle conclusioni raggiunte da Mendel e che perciò viene ricordato come un suo precursore. Infatti, benché riteneva che gli ibridi fossero forme devianti e innaturali, Naudin ebbe brillanti intuizioni circa il comportamento dei sui ibridi di primula e forse solo a causa della sua cecità matematica non arrivò ad enunciare la “legge della segregazione” prima di Mendel.


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