I primi studi sistematici sugli incroci furono condotti tra il 1761 e il 1766 dal botanico tedesco Joseph Gottlieb Kölreuter(1733-1806). Egli creò la prima pianta ibrida a fini sperimentali incrociando due specie del genere Nicotiana (N. rustica e N. panicolata), osservando che le progenie avevano di solito un aspetto intermedio rispetto ai due genitori. Tali risultati, compatibili con la teoria dell’eredità per mescolamento, allora prevalente, spinsero Kölreuter a concludere che le piante incrociate contribuivano in modo uguale alla determinazione dei caratteri dei loro discendenti. In sostanza, secondo questa teoria, erano i caratteri mescolati che venivano trasmessi alla generazione successiva.
Tutte le concezioni erronee radicate a quel tempo vennero smentite dai risultati ottenuti da Mendel nell’arco di otto anni di sperimentazione, dal 1857 al 1865, condotta seguendo un approccio rigoroso ed analitico. Le sue innovazioni sperimentali e concettuali, nonché la capacità di interpretare i suoi risultati in modo da trarne i principi dell’eredità rimangono fra le ammirevoli conquiste della mente umana. Gregor Johann Mendel non era un botanico di professione, bensì un monaco del monastero agostiniano di S. Tommaso a Brünn, Austria (oggi Brno, Repubblica Ceca). Nato nel 1822 a Hynise, un piccolo villaggio vicino a Heinzendorf (nella Moravia settentrionale, allora territorio asburgico) da una famiglia di agricoltori, Mendel entrò in monastero nel 1843 e, subito dopo essere stato ordinato sacerdote, nel 1847, lavorò per breve tempo come insegnante supplente di scienze.


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